Dopo tanto tempo proseguo con la carrellate di cose (di cui non frega a nessuno) su di me.
#61 Sebbene io senta sempre freddo, cammino scalza, anche in inverno. Odio le scarpe.
#62 Non appena torno a casa, tolgo il reggiseno, mi dà fastidio.
#63 Per un attimo avevo pensato di cancellarmi da EFP perché era iscritta anche la nuova tipa del mio ex (che lo aveva messo come autore preferito), quella che lo aveva irretito facendogli di punto in bianco dimenticare la sottoscritta, ma che già gli rompeva i coglioni quando stavamo assieme. Non l'ho più fatto perché sarebbe stato come ammettere la mia sconfitta e invece io ho ancora tanto da dare e da dimostrare.
#64 Non amo particolarmente i profumi femminili, quanto quelli maschili.
#65 Se qualcuno dorme accanto a me o in camera con me mi piace ascoltare il suono e il respiro della persona. E controllo se respira bene o meno.
#66 Non amo prestare i miei libri, preferisco regalarli acquistandoli.
#67 Solo tre persone, per me molto importanti, hanno ricevuto un libro mio, proprio mio.
#68 Collegandomi a quello di su, in realtà, sarebbero dovute essere quattro persone, ma siccome la mia copia de "Il profeta" di Gibran non è vissuta, ma peggio, tutta sbrindellata e rovinata, non me la sono sentita di regalare quello "scempio" così rovinato.
#69 Ho scritto su un foglio una lista di medici che sono stati e sono anche scrittori, sono dei "modelli" che mi dicono che se ce l'hanno fatta loro, posso farcela anche io.
#70 Sono sessualmente attratta dalla mente di Philip Roth e penso che se fosse più giovane o io più cresciuta... "non voglio dire niente, ma il niente parla più di me".
#71 Ho sempre avuto dei complessi notevoli riguardo il mio fisico ed è da poco che mi piaccio molto di più rispetto a prima.
#72 Quando piove, anche se sono una freddolosa a livello patologico, apro le imposte e ascolto il suono/rumore della pioggia; mi piace da impazzire.
#73 Mi piacerebbe dedicarmi alla fotografia, un giorno.
#74 Ho le mani bucate se si tratta di acquistare libri.
#75 Ho imparato ad apprezzare i gatti da poco, dopo aver conosciuto quella che ora è la mia migliore amica.
#76 Non so cucire, so rammendare gli strappi e imbastire qualcosa, ma nulla di più.
#77 Odio i tappeti.
#78 Odio i centrini, quelle tovaglie fatte all'uncinetto/punto a croce/rintaglio ecc ecc. Mia madre voleva che imparassi a fare queste cose, ma non fanno per me.
#79 Quando si parla dei miei occhi, sono molto vanitosa e mi piacciono tantissimo...
#80 ... Al punto tale che, sebbene sia miope, non metto gli occhiali quando vado in giro.
Confessioni di un'anima perduta nei meandri dell'oblio, cui la riflessione fa capolino, frammisto alla mia voglia di raccontare, di raccontarmi...
lunedì 19 maggio 2014
venerdì 25 aprile 2014
Am I too far from heaven?
Ho appena terminato di chiacchierare via Skype con una mia carissima amica, che, abitando lontana, non vedo da un bel po', mettendoci a parlare delle cose più disparate: gli studi (siamo colleghe), questioni sentimentali (nulla di nuovo sul fronte occidentale e orientale... ehm, diciamo, credo), famiglia e anche la musica.
A parte il mio migliore amico che è un amante del rock e di tutti i sottogeneri possibili e immaginabili del rock stesso (e altro ancora), la più "rockettara" o "metallara" tra i miei colleghi (che sono amici ancor prima di colleghi) e tra le persone a me vicine, sono io, se escludo un poco mio padre e il mio padrino, quindi spesso consiglio a chi voglio bene qualcosa.
Con questa ragazza mi sono azzardata con i Dream Theater (che mi accompagnano sin da quando ero una mocciosa) e i Trivium.
Ho conseguito una "vittoria a metà", coi Dream.
Assieme ai Guns n'Roses, i Blind Guardian e i Pink Floyd sono una delle band che ascolto sin da piccina grazie a mio padre (basti pensare che io dormivo solo ed esclusivamente se ascoltavo Sweet child o'mine) e mi fa sorridere che alla mia amica ora piacciono e la ispirano anche quando scrive.
Ispirano anche me; non per nulla il titolo è una ripresa di un loro brano che amo come non so cosa.
Tanto per cambiare, sono sempre canzoni nelle quali io ci leggo rimandi, concetti filosofici, interrogativi esistenziali che mi pongo.
Grazie a questa conversazione virtuale, oggi sono un poco allegra, e ho iniziato a meditare sul mio ultimo blocco con conseguente crisi e sindrome da pagina bianca.
Ne sono uscita con la musica, grazie ai Periphery, per l'esattezza.
Li ho scoperti per puro caso (assolutamente e davvero per caso) ed è stato amore alla prima canzone che ho ascoltato, Make total destroy.
Sono andata letteralmente in trip per la voce di Spencer Sotelo (santo cielo, è un qualcosa di incredibilmente potente... meglio, correggiamoci, è da orgasmo!), il ritornello mi ha fatto accapponare la pelle e intanto mi lasciavo coinvolgere anche dalla musica e dalle parole.
La canzone che però mi ha fatto sbloccare fu Erised, che oggi rientra tra le mie canzoni preferite in assoluto (lista in costante crescita, sia chiaro).
Rappresentava, leggendo io tra le righe, una bella rappresentanza di quello che io ero in quel momento: depressa.
Depressa allo stato patologico, in preda a incubi, allucinazioni e altro.
Una parte del brano dice: "Stuck down in the bottom of your cylindrical state of mind".
Mi sentivo esattamente così e, in aggiunta:
"All like to live with sedative under the skin.
Bury it, carry the cure".
Ero arrivata a contemplare l'idea di andare da uno psicologo per farmi prescrivere qualcosa.
Ma non l'ho fatto.
Posso dire anche grazie alla musica se ora scrivo con slancio e passione.
Stamattina, svegliandomi presto, usando la riproduzione casuale, ho riscoperto una perla che avevo nella playlist: The Odyssey dei Symphony X: circa venticinque minuti di estasi per le mie orecchie, la stessa che ho quando ascolto Octavarium, giusto per fare un esempio.
Insomma, credo che oggi possa essere classificata come una di quelle giornate da musica in testa e di creatività e va benissimo, perdiana, me ne rallegro.
A parte il mio migliore amico che è un amante del rock e di tutti i sottogeneri possibili e immaginabili del rock stesso (e altro ancora), la più "rockettara" o "metallara" tra i miei colleghi (che sono amici ancor prima di colleghi) e tra le persone a me vicine, sono io, se escludo un poco mio padre e il mio padrino, quindi spesso consiglio a chi voglio bene qualcosa.
Con questa ragazza mi sono azzardata con i Dream Theater (che mi accompagnano sin da quando ero una mocciosa) e i Trivium.
Ho conseguito una "vittoria a metà", coi Dream.
Assieme ai Guns n'Roses, i Blind Guardian e i Pink Floyd sono una delle band che ascolto sin da piccina grazie a mio padre (basti pensare che io dormivo solo ed esclusivamente se ascoltavo Sweet child o'mine) e mi fa sorridere che alla mia amica ora piacciono e la ispirano anche quando scrive.
Ispirano anche me; non per nulla il titolo è una ripresa di un loro brano che amo come non so cosa.
Tanto per cambiare, sono sempre canzoni nelle quali io ci leggo rimandi, concetti filosofici, interrogativi esistenziali che mi pongo.
Grazie a questa conversazione virtuale, oggi sono un poco allegra, e ho iniziato a meditare sul mio ultimo blocco con conseguente crisi e sindrome da pagina bianca.
Ne sono uscita con la musica, grazie ai Periphery, per l'esattezza.
Li ho scoperti per puro caso (assolutamente e davvero per caso) ed è stato amore alla prima canzone che ho ascoltato, Make total destroy.
Sono andata letteralmente in trip per la voce di Spencer Sotelo (santo cielo, è un qualcosa di incredibilmente potente... meglio, correggiamoci, è da orgasmo!), il ritornello mi ha fatto accapponare la pelle e intanto mi lasciavo coinvolgere anche dalla musica e dalle parole.
La canzone che però mi ha fatto sbloccare fu Erised, che oggi rientra tra le mie canzoni preferite in assoluto (lista in costante crescita, sia chiaro).
Rappresentava, leggendo io tra le righe, una bella rappresentanza di quello che io ero in quel momento: depressa.
Depressa allo stato patologico, in preda a incubi, allucinazioni e altro.
Una parte del brano dice: "Stuck down in the bottom of your cylindrical state of mind".
Mi sentivo esattamente così e, in aggiunta:
"All like to live with sedative under the skin.
Bury it, carry the cure".
Ero arrivata a contemplare l'idea di andare da uno psicologo per farmi prescrivere qualcosa.
Ma non l'ho fatto.
Posso dire anche grazie alla musica se ora scrivo con slancio e passione.
Stamattina, svegliandomi presto, usando la riproduzione casuale, ho riscoperto una perla che avevo nella playlist: The Odyssey dei Symphony X: circa venticinque minuti di estasi per le mie orecchie, la stessa che ho quando ascolto Octavarium, giusto per fare un esempio.
Insomma, credo che oggi possa essere classificata come una di quelle giornate da musica in testa e di creatività e va benissimo, perdiana, me ne rallegro.
domenica 20 aprile 2014
Un piccolo bilancio sulla mia presenza su EFP.
Torno dopo tantissimo tempo sul blog, e la giustificazione che do, per dirla alla Benigni "sapesse quante me n'è successe!".
Tempo fa ho cancellato alcune storie dal sito in cui pubblico, EFP, e ho iniziato a pensare e a riflettere su cosa mi è capitato e come sono cambiata io da quando mi sono avvicinata per puro caso al sito stesso.
Volevo cancellare anche gli haiku che avevo scritto pensando a quello che ormai è il mio ex e ispirata da lui stesso.
No, un momento.
L'estate scorsa volevo cancellarmi proprio io dal sito perché avevo scoperto che la tizia che lo aveva "irretito" (mah, diciamo così perché la faccenda è ben più complessa e articolata di così) era presente anche lei e aveva lui come autore preferito.
Adam Kadmon o il Soldato d'Inverno potrebbero dire: "una coincidenza? Io non credo", ma è un'altra storia.
Volevo semplicemente sparire, annullare tutto ciò che avevo costruito, ciò che avevo scritto perché dissi "maledetta me, e maledetto il giorno in cui mi iscrissi a EFP perché così non l'avrei mai conosciuto!". Lo pensai davvero, e non una volta, tante.
Nell'oscura catrame in cui ero annegata avevo solo pensieri negativi in testa.
Lo dico perché altrimenti non avrei perso undici chili in un mese mangiando solo quando mia madre mi faceva ingurgitare a forza un boccone.
Però, poi, vidi la luce, se è il caso di dire così.
Il mio cellulare era diventato un centralino sin dal momento in cui la bomba atomica dei sentimenti negativi era scoppiata nel mio animo.
Tre persone che erano diventate per me care, sparse al Nord, al Centro e al Sud Italia, non avendo le finanze per venirmi a trovare, mi stettero vicina ogni giorno, facendomi sfogare, ascoltando i miei piagnistei, il mio dolore e incitandomi a non mollare, andare avanti, a non lasciarmi andare e soprattutto non fare cazzate.
Queste persone le ho conosciute scrivendo.
Dejà-vu?
Forse.
La mia docente di farmacologia, quando spiegò i farmaci antidepressivi (ero particolarmente attenta perché mi sentivo addosso i sintomi della depressione e la diagnosi fattami non era sbagliata, anzi), disse che l'affetto e l'amore delle persone care, anche se fisicamente lontane, possono essere il miglior rimedio, il farmaco naturale e perfetto, altro che gli psicofarmaci.
Non un placebo, ma una vera e propria cura.
Posso dire che nel mio caso è stato ed è tuttora così.
Io non ho mai chiesto aiuto alla gente, ma queste tre persone, se ne sono fregate del mio volere, e mi hanno aiutata, nolente o volente.
Hanno saputo trattare con la parte più infantile di me, quella che batte i piedi a terra e si impunta come una che ha ragione pur avendo torto marcio, che lo sa, ma che nel dolore pensa che tanto non ha importanza.
Sono persone che ho conosciuto e con le quali passerò le vacanze estive.
Ci stiamo già organizzando. Vogliamo stare vicini e goderci la nostra amicizia com'è giusto che sia.
Ho ripreso a scrivere, per vanità personale non ho cancellato quegli haiku d'amore perché li reputo tra i migliori che io abbia mai scritto, mi sento più consapevole e "capace" di quello che scrivo (posso sempre migliorare e lo farò, ma sento che un piccolo briciolo di talento è presente in me), ho mandato a fare in culo chi dovevo lasciarmi alle spalle, sto meglio fisicamente, mi piaccio di più anche esteticamente, ho degli amici veri e sinceri che non vedo l'ora di abbracciare. Al solo pensarci mi scendono delle lacrime di gioia.
Certo, sul sito ho avuto a che fare con due persone che se non avessi mai conosciuto sarebbe stato meglio, però...
Ho conosciuto loro tre, una ragazza che reputo speciale, che sento amica anche se temo di disturbarla se la contatto, e che se ho occasione vorrei conoscere visitando anche la Sicilia (non ci sono mai stata), delle persone che credono in me e nel mio mondo "scrittorio".
Sebbene si possa sputare merda su quel sito, per quanti problemi di qualità abbia, di poca visibilità per chi a mio dire merita con le sue storie, la maleducazione di alcuni utenti ecc ecc. io sono contenta di esserci entrata e di essermi ritagliata un piccolo spazio tutto per me. Per questo, anche se il sito non lo sa, un grazie da parte mia se lo merita.
Ho giurato di non dire mai più a voce alta se sono felice.
Al momento non lo sono, ma mi compiaccio della gioia che provo.
Spero possa durare e che mi permetta di trovare la felicità che cerco.
Sento di meritarmela e proverò a costruirla.
Tempo fa ho cancellato alcune storie dal sito in cui pubblico, EFP, e ho iniziato a pensare e a riflettere su cosa mi è capitato e come sono cambiata io da quando mi sono avvicinata per puro caso al sito stesso.
Volevo cancellare anche gli haiku che avevo scritto pensando a quello che ormai è il mio ex e ispirata da lui stesso.
No, un momento.
L'estate scorsa volevo cancellarmi proprio io dal sito perché avevo scoperto che la tizia che lo aveva "irretito" (mah, diciamo così perché la faccenda è ben più complessa e articolata di così) era presente anche lei e aveva lui come autore preferito.
Adam Kadmon o il Soldato d'Inverno potrebbero dire: "una coincidenza? Io non credo", ma è un'altra storia.
Volevo semplicemente sparire, annullare tutto ciò che avevo costruito, ciò che avevo scritto perché dissi "maledetta me, e maledetto il giorno in cui mi iscrissi a EFP perché così non l'avrei mai conosciuto!". Lo pensai davvero, e non una volta, tante.
Nell'oscura catrame in cui ero annegata avevo solo pensieri negativi in testa.
Lo dico perché altrimenti non avrei perso undici chili in un mese mangiando solo quando mia madre mi faceva ingurgitare a forza un boccone.
Però, poi, vidi la luce, se è il caso di dire così.
Il mio cellulare era diventato un centralino sin dal momento in cui la bomba atomica dei sentimenti negativi era scoppiata nel mio animo.
Tre persone che erano diventate per me care, sparse al Nord, al Centro e al Sud Italia, non avendo le finanze per venirmi a trovare, mi stettero vicina ogni giorno, facendomi sfogare, ascoltando i miei piagnistei, il mio dolore e incitandomi a non mollare, andare avanti, a non lasciarmi andare e soprattutto non fare cazzate.
Queste persone le ho conosciute scrivendo.
Dejà-vu?
Forse.
La mia docente di farmacologia, quando spiegò i farmaci antidepressivi (ero particolarmente attenta perché mi sentivo addosso i sintomi della depressione e la diagnosi fattami non era sbagliata, anzi), disse che l'affetto e l'amore delle persone care, anche se fisicamente lontane, possono essere il miglior rimedio, il farmaco naturale e perfetto, altro che gli psicofarmaci.
Non un placebo, ma una vera e propria cura.
Posso dire che nel mio caso è stato ed è tuttora così.
Io non ho mai chiesto aiuto alla gente, ma queste tre persone, se ne sono fregate del mio volere, e mi hanno aiutata, nolente o volente.
Hanno saputo trattare con la parte più infantile di me, quella che batte i piedi a terra e si impunta come una che ha ragione pur avendo torto marcio, che lo sa, ma che nel dolore pensa che tanto non ha importanza.
Sono persone che ho conosciuto e con le quali passerò le vacanze estive.
Ci stiamo già organizzando. Vogliamo stare vicini e goderci la nostra amicizia com'è giusto che sia.
Ho ripreso a scrivere, per vanità personale non ho cancellato quegli haiku d'amore perché li reputo tra i migliori che io abbia mai scritto, mi sento più consapevole e "capace" di quello che scrivo (posso sempre migliorare e lo farò, ma sento che un piccolo briciolo di talento è presente in me), ho mandato a fare in culo chi dovevo lasciarmi alle spalle, sto meglio fisicamente, mi piaccio di più anche esteticamente, ho degli amici veri e sinceri che non vedo l'ora di abbracciare. Al solo pensarci mi scendono delle lacrime di gioia.
Certo, sul sito ho avuto a che fare con due persone che se non avessi mai conosciuto sarebbe stato meglio, però...
Ho conosciuto loro tre, una ragazza che reputo speciale, che sento amica anche se temo di disturbarla se la contatto, e che se ho occasione vorrei conoscere visitando anche la Sicilia (non ci sono mai stata), delle persone che credono in me e nel mio mondo "scrittorio".
Sebbene si possa sputare merda su quel sito, per quanti problemi di qualità abbia, di poca visibilità per chi a mio dire merita con le sue storie, la maleducazione di alcuni utenti ecc ecc. io sono contenta di esserci entrata e di essermi ritagliata un piccolo spazio tutto per me. Per questo, anche se il sito non lo sa, un grazie da parte mia se lo merita.
Ho giurato di non dire mai più a voce alta se sono felice.
Al momento non lo sono, ma mi compiaccio della gioia che provo.
Spero possa durare e che mi permetta di trovare la felicità che cerco.
Sento di meritarmela e proverò a costruirla.
giovedì 26 dicembre 2013
Buoni propositi da fanwriter.
Ho sempre ammesso col cuore in mano che a me piace scrivere e che scrivo anche fanfiction.
Trovo che il fanwriting possa essere un bel passatempo oltre che una vera e propria passione.
Ho iniziato due anni fa a militare su EFP (sì, ho scoperto molto tardi il sito, ma vabbe') e il fandom che ho sempre adorato e tuttora amo è quello di Devil May Cry.
La considero una seconda casa, ho mosso i miei primi passi lì.
Io prima non facevo leggere i miei testi a nessuno (se si escludono i temi di italiano come compiti in classe) e ho preso una bella dose di coraggio per mostrare i miei lavori a qualcuno sconosciuto.
Per una che si è sempre fatta tante paranoie come me, questo è un traguardo non indifferente.
In quel fandom per me ci sono state gioie e dolori e il ritorno sotto mentite spoglie di una fanwriter che ho letteralmente sul culo, ora può provocare tre cose per la Fenice Oscura che è in me.
1) Rivedere il fandom invaso dalle sue improponibili storie con largo consenso di pubblico (diamine, ci sono autori che meritano davvero e la gente legge le sue storie);
2) Incazzarsi perché gli autori che meritano non vengono calcolati;
3) Andare avanti per la propria strada.
L'uno è sicuro, ci scommetto quello che si vuole, la seconda è scontata, la terza è la somma espressione della mia individualità.
A poco a poco ho imparato a essere "superba" nel giusto, ovvero nel credere nelle mie capacità.
Certo, ci sono sempre persone più brave e migliori di me, ma se non punto all'excelsior sapendo che posso farcela solo se voglio... non si va da nessuna parte.
La variante della superbia della sottoscritta è il risonoscere, invece, con sentita umiltà quando sbaglio e quanto posso migliorare.
Posso sempre farlo, l'apprendimento è un processo dinamico.
Ed ecco qui cosa ho in programma di fare:
Buoni propositi da fanwriter:
1) Non abbandonare il fandom di Devil May Cry (col cavolo che lo lascio, ho ancora molto da dire e la voglia di parlare).
2) Riprendere "Nocturne with no moon" (che ho trascurato da quando sono andata in crisi. Ho vissuto tre crisi, una peggiore dell'altra).
3) Sguazzare in Soul Eater (mi piace questo fandom, ci sono alcuni autori validi e i lettori sono educati e gentili).
4) Prendere coraggio e pubblicare in Saiyuki e FullMetal Alchemist.
Propositi per Barbara:
1) Rielaborare gli haiku e vedere di ricavarne una raccolta come si deve.
2) Rendere il Notturno un romanzo.
3) Partecipare al concorso letterario organizzato dall'università.
4) Incazzarsi come una belva e protestare se possono partecipare solo gli studenti delle facoltà umanistiche (è un'ingiustizia).
E la più importante: vincere il trasferimento a Parma.
Perché questa città? Tra i tanti motivi ne dico uno significativo.
Ogni tre mesi indice per gli studenti di ogni facoltà concorsi per prosa e poesia e la casa editrice universitaria permette di pubblicare gratuitamente gli elaborati.
Sarebbe fantastico, lo riconosco.
Ma per farcela, devo darmi da fare.
Volli, volli, fortissimamente volli.
Trovo che il fanwriting possa essere un bel passatempo oltre che una vera e propria passione.
Ho iniziato due anni fa a militare su EFP (sì, ho scoperto molto tardi il sito, ma vabbe') e il fandom che ho sempre adorato e tuttora amo è quello di Devil May Cry.
La considero una seconda casa, ho mosso i miei primi passi lì.
Io prima non facevo leggere i miei testi a nessuno (se si escludono i temi di italiano come compiti in classe) e ho preso una bella dose di coraggio per mostrare i miei lavori a qualcuno sconosciuto.
Per una che si è sempre fatta tante paranoie come me, questo è un traguardo non indifferente.
In quel fandom per me ci sono state gioie e dolori e il ritorno sotto mentite spoglie di una fanwriter che ho letteralmente sul culo, ora può provocare tre cose per la Fenice Oscura che è in me.
1) Rivedere il fandom invaso dalle sue improponibili storie con largo consenso di pubblico (diamine, ci sono autori che meritano davvero e la gente legge le sue storie);
2) Incazzarsi perché gli autori che meritano non vengono calcolati;
3) Andare avanti per la propria strada.
L'uno è sicuro, ci scommetto quello che si vuole, la seconda è scontata, la terza è la somma espressione della mia individualità.
A poco a poco ho imparato a essere "superba" nel giusto, ovvero nel credere nelle mie capacità.
Certo, ci sono sempre persone più brave e migliori di me, ma se non punto all'excelsior sapendo che posso farcela solo se voglio... non si va da nessuna parte.
La variante della superbia della sottoscritta è il risonoscere, invece, con sentita umiltà quando sbaglio e quanto posso migliorare.
Posso sempre farlo, l'apprendimento è un processo dinamico.
Ed ecco qui cosa ho in programma di fare:
Buoni propositi da fanwriter:
1) Non abbandonare il fandom di Devil May Cry (col cavolo che lo lascio, ho ancora molto da dire e la voglia di parlare).
2) Riprendere "Nocturne with no moon" (che ho trascurato da quando sono andata in crisi. Ho vissuto tre crisi, una peggiore dell'altra).
3) Sguazzare in Soul Eater (mi piace questo fandom, ci sono alcuni autori validi e i lettori sono educati e gentili).
4) Prendere coraggio e pubblicare in Saiyuki e FullMetal Alchemist.
Propositi per Barbara:
1) Rielaborare gli haiku e vedere di ricavarne una raccolta come si deve.
2) Rendere il Notturno un romanzo.
3) Partecipare al concorso letterario organizzato dall'università.
4) Incazzarsi come una belva e protestare se possono partecipare solo gli studenti delle facoltà umanistiche (è un'ingiustizia).
E la più importante: vincere il trasferimento a Parma.
Perché questa città? Tra i tanti motivi ne dico uno significativo.
Ogni tre mesi indice per gli studenti di ogni facoltà concorsi per prosa e poesia e la casa editrice universitaria permette di pubblicare gratuitamente gli elaborati.
Sarebbe fantastico, lo riconosco.
Ma per farcela, devo darmi da fare.
Volli, volli, fortissimamente volli.
domenica 8 dicembre 2013
Post fata resurgo.
Non credo in un dio, del Natale mi importa poco quanto nulla e quindi la festa per me passa come una giornata normalissima (anzi, anche pessima se si sta col parentado), ma se dovessi fare un bilancio in anticipo di quest'anno che a breve finirà, posso dire con certezza assoluta che è stato il più schifoso, il più tragico e il più merdoso di tutti quelli passati, a mia memoria.
Non vedo l'ora che finisca, per far sì di avere nuove pagine da scirvere e soprattutto per costruire qualcosa più alla mia portata, più vicino a quello che sento e che desidero.
Malauguratamente o forse no, il passato non si può cancellare, verrà a bussarti e a farti visita ogni volta in cui ti metterai un attimo a riflettere; magari vorrà di nuovo farti cadere nello sconforto e farti credere di non poter andare avanti.
Il tempo passa, la gente cambia. Io anche, a modo mio, sono cambiata e continuerò a cambiare.
Ho giurato a me stessa che non piangerò più; ho versato troppe lacrime quest'anno, ho perso troppo peso e troppo velocemente, ho dimenticato quali fossero le mie priorità, le mie aspirazioni, i miei sogni.
Non succederà mai più.
Aver raggiunto la consapevolezza del mio io e aver capito cosa voglio davvero è un sintomo (spero chiaro) di quella che dovrebbe essere la mia rinascita.
I am an ocean, I am the sea, there is a world inside of me.
Post fata resurgo, io sono una Fenice.
Non vedo l'ora che finisca, per far sì di avere nuove pagine da scirvere e soprattutto per costruire qualcosa più alla mia portata, più vicino a quello che sento e che desidero.
Malauguratamente o forse no, il passato non si può cancellare, verrà a bussarti e a farti visita ogni volta in cui ti metterai un attimo a riflettere; magari vorrà di nuovo farti cadere nello sconforto e farti credere di non poter andare avanti.
Il tempo passa, la gente cambia. Io anche, a modo mio, sono cambiata e continuerò a cambiare.
Ho giurato a me stessa che non piangerò più; ho versato troppe lacrime quest'anno, ho perso troppo peso e troppo velocemente, ho dimenticato quali fossero le mie priorità, le mie aspirazioni, i miei sogni.
Non succederà mai più.
Aver raggiunto la consapevolezza del mio io e aver capito cosa voglio davvero è un sintomo (spero chiaro) di quella che dovrebbe essere la mia rinascita.
I am an ocean, I am the sea, there is a world inside of me.
Post fata resurgo, io sono una Fenice.
sabato 7 dicembre 2013
Cento cose che nessuno sa di me. Parte tre di cinque.
#41 Amo i gufi, sono una delle mie tre creature preferite. Li amo così tanto che ho tanti oggetti e gadgets con questi simpatici animaletti, a partire dalle magliette, agli orecchini, per passare che so, alla sveglia o anche al guscio protettivo del cellulare.
#42 Ho intenzione di prendere un cane lupo cecoslovacco. La scelta è stata ben ponderata e so bene i rischi e le cure che necessitano queste creature, ma credo che sia l'unico amico a quattro zampe che vorrei col quale instaurerei un vero rapporto di rispetto e fiducia, proprio per via della sua natura per metà selvatica.
Assieme a lui ritornerei a essere la Barbara di una volta.
#43 Fin quando non andavo all'università, non avevo amici. Ho conosciuto la mia migliore amica in facoltà, mentre ho conosciuto il mio migliore amico scrivendo su EFP. Ma abitiamo lontanissimi.
#44 Parlando del mio migliore amico in termini da fanwriter, le mie amiche e una in comune ci vedono come una vera OTP e sperano che un giorno noi due ci fidanziamo e ci sposiamo perché siamo perfettamente compatibili. Il fatto è che, se le circostanze fossero stare ben diverse su tanti fronti, il loro sogno sarebbe potuto essere realtà. Abbiamo infatti ammesso entrambi anche questo. Ma siamo amici, nulla di più, ne siamo consapevoli e ci sta bene così, anche perché lui ama la sua ragazza e io non farei mai nulla per farli lasciare.
#45 Amo la lirica e spesso, quando non mi sente nessuno, canto in falsetto.
#46 Tirare lo sciacquone del water mi rilassa.
#47 Ho una penna sul davanzale della finestra del bagno perché spesso scrivo sulla carta igienica se colta dall'ispirazione.
#48 Sono un'ambidestra imperfetta, nel senso che faccio alcune cose solo con la destra, altre con la sinistra.
Ma so scrivere con entrambe le mani, sebbene a velocità diversa.
Io nasco come mancina, ma mi corressero da piccola.
#49 Sono una fanatica dell'ordine alfabetico. Catalogo i miei libri in ordine alfabetico di autore e poi il titolo. Ma anche quando parlo o scrivo, mi viene spontaneo scrivere secondo l'alfabeto. Esempio: la lista della spesa. Se devo comprare le arance, le banane e le mele non scriverò mai "mele, arance, banane", per dire.
#50 Mi piace misurare le mattonelle coi piedi. Ho un piede talmente piccolo che spesso la lunghezza della mattonella è maggiore di quella del piede.
#51 Scrivo sempre su foglietti volanti quando ho l'ispirazione, con tutto che ho il moleskine in borsa.
#52 Non amo sentire l'odore del detersivo dei piatti sulle mani e infatti vado sempre in bagno a rilavarmi le mani col bagnoschiuma.
#53 Amo l'odore della candeggina e dell'alcool etilico denaturato. Mi danno la sensazione di pulizia.
#54 Quando mi gira il pallino, vado ad annusare il profumo dell'ammorbidente.
#55 Odio quando la gente cerca di toccarmi i capelli, è una cosa che non tollero.
#56 Sono freddolosa, ho sempre e perennemente freddo; anche in estate ho le mani e i piedi freddi.
#57 Vorrei un water come quelli giapponesi, ovvero quelli che hanno l'interruttore e il sistema di riscaldamento.
#58 C'è stato un periodo in cui volevo diventare una fumettista, ovvero una mangaka. Infatti la mia prima mail ha l'intestazione "laylathemangaka".
#59 Alle scuole medie ci fecero fare le statuine del presepe con la pasta di sale per poi dipingerle. Io, atea, non appena feci vedere il lavoro per il voto, le portai a casa e le buttai nella pattumiera
#60 Mi piace usare la penna rossa.
#42 Ho intenzione di prendere un cane lupo cecoslovacco. La scelta è stata ben ponderata e so bene i rischi e le cure che necessitano queste creature, ma credo che sia l'unico amico a quattro zampe che vorrei col quale instaurerei un vero rapporto di rispetto e fiducia, proprio per via della sua natura per metà selvatica.
Assieme a lui ritornerei a essere la Barbara di una volta.
#43 Fin quando non andavo all'università, non avevo amici. Ho conosciuto la mia migliore amica in facoltà, mentre ho conosciuto il mio migliore amico scrivendo su EFP. Ma abitiamo lontanissimi.
#44 Parlando del mio migliore amico in termini da fanwriter, le mie amiche e una in comune ci vedono come una vera OTP e sperano che un giorno noi due ci fidanziamo e ci sposiamo perché siamo perfettamente compatibili. Il fatto è che, se le circostanze fossero stare ben diverse su tanti fronti, il loro sogno sarebbe potuto essere realtà. Abbiamo infatti ammesso entrambi anche questo. Ma siamo amici, nulla di più, ne siamo consapevoli e ci sta bene così, anche perché lui ama la sua ragazza e io non farei mai nulla per farli lasciare.
#45 Amo la lirica e spesso, quando non mi sente nessuno, canto in falsetto.
#46 Tirare lo sciacquone del water mi rilassa.
#47 Ho una penna sul davanzale della finestra del bagno perché spesso scrivo sulla carta igienica se colta dall'ispirazione.
#48 Sono un'ambidestra imperfetta, nel senso che faccio alcune cose solo con la destra, altre con la sinistra.
Ma so scrivere con entrambe le mani, sebbene a velocità diversa.
Io nasco come mancina, ma mi corressero da piccola.
#49 Sono una fanatica dell'ordine alfabetico. Catalogo i miei libri in ordine alfabetico di autore e poi il titolo. Ma anche quando parlo o scrivo, mi viene spontaneo scrivere secondo l'alfabeto. Esempio: la lista della spesa. Se devo comprare le arance, le banane e le mele non scriverò mai "mele, arance, banane", per dire.
#50 Mi piace misurare le mattonelle coi piedi. Ho un piede talmente piccolo che spesso la lunghezza della mattonella è maggiore di quella del piede.
#51 Scrivo sempre su foglietti volanti quando ho l'ispirazione, con tutto che ho il moleskine in borsa.
#52 Non amo sentire l'odore del detersivo dei piatti sulle mani e infatti vado sempre in bagno a rilavarmi le mani col bagnoschiuma.
#53 Amo l'odore della candeggina e dell'alcool etilico denaturato. Mi danno la sensazione di pulizia.
#54 Quando mi gira il pallino, vado ad annusare il profumo dell'ammorbidente.
#55 Odio quando la gente cerca di toccarmi i capelli, è una cosa che non tollero.
#56 Sono freddolosa, ho sempre e perennemente freddo; anche in estate ho le mani e i piedi freddi.
#57 Vorrei un water come quelli giapponesi, ovvero quelli che hanno l'interruttore e il sistema di riscaldamento.
#58 C'è stato un periodo in cui volevo diventare una fumettista, ovvero una mangaka. Infatti la mia prima mail ha l'intestazione "laylathemangaka".
#59 Alle scuole medie ci fecero fare le statuine del presepe con la pasta di sale per poi dipingerle. Io, atea, non appena feci vedere il lavoro per il voto, le portai a casa e le buttai nella pattumiera
#60 Mi piace usare la penna rossa.
venerdì 6 dicembre 2013
Una playlist particolare.
Memore di una domanda che mi hanno posto su Ask giorni fa, ho deciso di stilare una lista di personaggi dello spettacolo che per me sono belli e/o affascinanti.
Sia uomini sia donne.
Parto con gli uomini.
Il più bello di tutti è mio nonno materno, è magnifico anche ora che non c'è più. Non ho una foto da scannerizzare, dovrei togliere la cornice, ma non la saprei rimettere.
Poi vediamo:
b) Giacomo Leopardi (sì, lui è l'unico uomo del passato che amo in toto e non solo per la bellezza dei suoi versi),
c) Hugh Jackman,
d) Oliver Sykes,
e) Slash,
f) Alice Cooper,
g) Tuomas Holopainen,
h) Kurt Cobain,
i) Ville Valo,
j) David Garrett,
k) Hugh Laurie,
l) Kurt Cobain,
m) Serj Tankian,
n) Chris Hemsworth,
o) Colin Firth.
Cosa si nota? La maggior parte sono tutti musicisti. Lo avevo detto io che avevo avuto la fase "pazza per i musicisti", no?
Si passa alle donne.
a) Amy Lee,
b) Cristina Scabbia,
c) Lzzy Hale,
d) Floor Jansen,
e) Simone Simons,
f) Nicole Kidman,
g) Monica Bellucci,
h) Liv Tyler,
i) Christina Aguilera (non la versione Secchetta, sia chiaro).
Qui invece, a parte il fatto che ci sono sempre cantanti e musiciste per la maggior parte, abbiamo delle altre caratteristiche. Sono pazza delle rosse (anche dei rossi, mio nonno lo era) e delle donne formose (la Kidman è uno stecchino, ma è bella comunque).
Sì, mi piace vedere anche e fare apprezzamenti sulle donne e sì, guardo loro il seno oltre al viso, specie gli occhi, le labbra e il sorriso (ho la fissa per le persone coi denti dritti, eh, un pallino lo devo pur avere).
Semmai dovessi innamorarmi di una donna, vorrei apprezzarne e saggiarne la pelle, le curve, le forme appieno.
Dopotutto, sarà che anche io non sono un grissino e mi sono sempre sentita, come dire, apprezzata e compiacente del fatto di non avere solo ossa, insomma.
Se dovete criticare gusti, tendenze e pareri, ovviamente, al largo dal mio blog e dal mio post.
Sia uomini sia donne.
Parto con gli uomini.
Il più bello di tutti è mio nonno materno, è magnifico anche ora che non c'è più. Non ho una foto da scannerizzare, dovrei togliere la cornice, ma non la saprei rimettere.
Poi vediamo:
b) Giacomo Leopardi (sì, lui è l'unico uomo del passato che amo in toto e non solo per la bellezza dei suoi versi),
c) Hugh Jackman,
d) Oliver Sykes,
e) Slash,
f) Alice Cooper,
g) Tuomas Holopainen,
h) Kurt Cobain,
i) Ville Valo,
j) David Garrett,
k) Hugh Laurie,
l) Kurt Cobain,
m) Serj Tankian,
n) Chris Hemsworth,
o) Colin Firth.
Cosa si nota? La maggior parte sono tutti musicisti. Lo avevo detto io che avevo avuto la fase "pazza per i musicisti", no?
Si passa alle donne.
a) Amy Lee,
b) Cristina Scabbia,
c) Lzzy Hale,
d) Floor Jansen,
e) Simone Simons,
f) Nicole Kidman,
g) Monica Bellucci,
h) Liv Tyler,
i) Christina Aguilera (non la versione Secchetta, sia chiaro).
Qui invece, a parte il fatto che ci sono sempre cantanti e musiciste per la maggior parte, abbiamo delle altre caratteristiche. Sono pazza delle rosse (anche dei rossi, mio nonno lo era) e delle donne formose (la Kidman è uno stecchino, ma è bella comunque).
Sì, mi piace vedere anche e fare apprezzamenti sulle donne e sì, guardo loro il seno oltre al viso, specie gli occhi, le labbra e il sorriso (ho la fissa per le persone coi denti dritti, eh, un pallino lo devo pur avere).
Semmai dovessi innamorarmi di una donna, vorrei apprezzarne e saggiarne la pelle, le curve, le forme appieno.
Dopotutto, sarà che anche io non sono un grissino e mi sono sempre sentita, come dire, apprezzata e compiacente del fatto di non avere solo ossa, insomma.
Se dovete criticare gusti, tendenze e pareri, ovviamente, al largo dal mio blog e dal mio post.
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