sabato 7 dicembre 2013

Cento cose che nessuno sa di me. Parte tre di cinque.

#41 Amo i gufi, sono una delle mie tre creature preferite. Li amo così tanto che ho tanti oggetti e gadgets con questi simpatici animaletti, a partire dalle magliette, agli orecchini, per passare che so, alla sveglia o anche al guscio protettivo del cellulare.

#42 Ho intenzione di prendere un cane lupo cecoslovacco. La scelta è stata ben ponderata e so bene i rischi e le cure che necessitano queste creature, ma credo che sia l'unico amico a quattro zampe che vorrei col quale instaurerei un vero rapporto di rispetto e fiducia, proprio per via della sua natura per metà selvatica.
Assieme a lui ritornerei a essere la Barbara di una volta.

#43 Fin quando non andavo all'università, non avevo amici. Ho conosciuto la mia migliore amica in facoltà, mentre ho conosciuto il mio migliore amico scrivendo su EFP. Ma abitiamo lontanissimi.

#44 Parlando del mio migliore amico in termini da fanwriter, le mie amiche e una in comune ci vedono come una vera OTP e sperano che un giorno noi due ci fidanziamo e ci sposiamo perché siamo perfettamente compatibili. Il fatto è che, se le circostanze fossero stare ben diverse su tanti fronti, il loro sogno sarebbe potuto essere realtà. Abbiamo infatti ammesso entrambi anche questo. Ma siamo amici, nulla di più, ne siamo consapevoli e ci sta bene così, anche perché lui ama la sua ragazza e io non farei mai nulla per farli lasciare.

#45 Amo la lirica e spesso, quando non mi sente nessuno, canto in falsetto.

#46 Tirare lo sciacquone del water mi rilassa.

#47 Ho una penna sul davanzale della finestra del bagno perché spesso scrivo sulla carta igienica se colta dall'ispirazione.

#48 Sono un'ambidestra imperfetta, nel senso che faccio alcune cose solo con la destra, altre con la sinistra.
Ma so scrivere con entrambe le mani, sebbene a velocità diversa.
Io nasco come mancina, ma mi corressero da piccola.

#49 Sono una fanatica dell'ordine alfabetico. Catalogo i miei libri in ordine alfabetico di autore e poi il titolo. Ma anche quando parlo o scrivo, mi viene spontaneo scrivere secondo l'alfabeto. Esempio: la lista della spesa. Se devo comprare le arance, le banane e le mele non scriverò mai "mele, arance, banane", per dire.

#50 Mi piace misurare le mattonelle coi piedi. Ho un piede talmente piccolo che spesso la lunghezza della mattonella è maggiore di quella del piede.

#51 Scrivo sempre su foglietti volanti quando ho l'ispirazione, con tutto che ho il moleskine in borsa.

#52 Non amo sentire l'odore del detersivo dei piatti sulle mani e infatti vado sempre in bagno a rilavarmi le mani col bagnoschiuma.

#53 Amo l'odore della candeggina e dell'alcool etilico denaturato. Mi danno la sensazione di pulizia.

#54 Quando mi gira il pallino, vado ad annusare il profumo dell'ammorbidente.

#55 Odio quando la gente cerca di toccarmi i capelli, è una cosa che non tollero.

#56 Sono freddolosa, ho sempre e perennemente freddo; anche in estate ho le mani e i piedi freddi.

#57 Vorrei un water come quelli giapponesi, ovvero quelli che hanno l'interruttore e il sistema di riscaldamento.

#58 C'è stato un periodo in cui volevo diventare una fumettista, ovvero una mangaka. Infatti la mia prima mail ha l'intestazione "laylathemangaka".

#59 Alle scuole medie ci fecero fare le statuine del presepe con la pasta di sale per poi dipingerle. Io, atea, non appena feci vedere il lavoro per il voto, le portai a casa e le buttai nella pattumiera

#60 Mi piace usare la penna rossa.

venerdì 6 dicembre 2013

Una playlist particolare.

Memore di una domanda che mi hanno posto su Ask giorni fa, ho deciso di stilare una lista di personaggi dello spettacolo che per me sono belli e/o affascinanti.
Sia uomini sia donne.
Parto con gli uomini.
Il più bello di tutti è mio nonno materno, è magnifico anche ora che non c'è più. Non ho una foto da scannerizzare, dovrei togliere la cornice, ma non la saprei rimettere.
Poi vediamo:
b) Giacomo Leopardi (sì, lui è l'unico uomo del passato che amo in toto e non solo per la bellezza dei suoi versi),
c) Hugh Jackman,
d) Oliver Sykes,
e) Slash,
f) Alice Cooper,
g) Tuomas Holopainen,
h) Kurt Cobain,
i) Ville Valo,
j) David Garrett,
k) Hugh Laurie,
l) Kurt Cobain,
m) Serj Tankian,
n) Chris Hemsworth,
o) Colin Firth.

Cosa si nota? La maggior parte sono tutti musicisti. Lo avevo detto io che avevo avuto la fase "pazza per i musicisti", no?
Si passa alle donne.

a) Amy Lee,
b) Cristina Scabbia,
c) Lzzy Hale,
d) Floor Jansen,
e) Simone Simons,
f) Nicole Kidman,
g) Monica Bellucci,
h) Liv Tyler,
i) Christina Aguilera (non la versione Secchetta, sia chiaro).

Qui invece, a parte il fatto che ci sono sempre cantanti e musiciste per la maggior parte, abbiamo delle altre caratteristiche. Sono pazza delle rosse (anche dei rossi, mio nonno lo era) e delle donne formose (la Kidman è uno stecchino, ma è bella comunque).
Sì, mi piace vedere anche e fare apprezzamenti sulle donne e sì, guardo loro il seno oltre al viso, specie gli occhi, le labbra e il sorriso (ho la fissa per le persone coi denti dritti, eh, un pallino lo devo pur avere).
Semmai dovessi innamorarmi di una donna, vorrei apprezzarne e saggiarne la pelle, le curve, le forme appieno.
Dopotutto, sarà che anche io non sono un grissino e mi sono sempre sentita, come dire, apprezzata e compiacente del fatto di non avere solo ossa, insomma.
Se dovete criticare gusti, tendenze e pareri, ovviamente, al largo dal mio blog e dal mio post.

domenica 1 dicembre 2013

Cento cose che nessuno sa di me. Parte due di cinque.

#21 Sono una fan sfegatata del volley maschile. Quello femminile a mio dire non è così emozionante, non ha molti scambi come quello maschile. E seguo anche la nazionale, è l'unico sport che seguo e che mi appassiona. Sembro un tifoso del calcio per quanto mi lascio coinvolgere.
Da piccola adoravo la Maxicono Parma e ci sono rimasta malissimo quando hanno sciolto la squadra.
Al momento il mio cuore batte per la capolista della serie A1, la Lube Banche Marche Macerata. Ci gioca uno dei pallavolisti che reputo tra i più talentuosi: Ivan Zaytsev, detto lo Zar o colui che ha Mjolnir, il martello di Thor. Quando gioca la Lube sono informatissima. E se la tv trasmette la partita, io devo assolutamente vederla. Per esempio, il trenta novembre, Rai Sport 2 ha trasmesso Macerata-Modena e io ero a casa a vederla, struggendomi per ogni punto, ogni schiacciata, ogni sbaglio, ecc. Sì, la Lube, dopo una partita spettacolare e sofferta, ha fatto il culo a Modena.
Ho in programma di andare con la mia migliore amica a vedere una partita in diretta e se sono fortunata fare la foto e chiedere l'autografo allo Zar, magari al ritorno Modena-Macerata, chissà.

#22 Odio il pane e la pasta. La pasta la mangio solo perché costretta, e l'unica volta in cui la mangio di gusto è quando si cucina il pesce. Amo il pesce, in tutti i modi: al sugo, al forno, al cartoccio... non nascondo che il mio piatto preferito è a base di pesce: il risotto alla pescatora.

#23 L'unica malattia infettiva che ho preso è la varicella e l'ho presa a sedici anni perché l'aveva contratta mio fratello a scuola. La varicella, inoltre, mi ha abbassato la vista.

#24 Odio portare gli occhiali, ma non sopporto le lenti a contatto. Infatti una delle mie due vanità sono proprio gli occhi e nelle foto tolgo gli occhiali, sempre. A meno che non me le scattino di nascosto e lì mi arrabbio.

#25 Non ho mai tagliato i capelli corti, li ho sempre portati lunghi. Da piccola li avevo fino al ginocchio, poi non mi ricordo come e perché me li sono fatti spuntare e ora sono stabili a circa un metro di lunghezza.

#26 Odio il colore marrone, non ho una maglia o un pantalone di quel colore. Tollero il beige, ma è già tanto. Se devo vestire scura, opto per il blu scuro, al massimo per il nero.

#27 Il mio codice di sblocco del cellulare è la data di nascita di mio nonno materno, a entrambi i cellulari.

#28 Quando parlo e scrivo sono molto prolissa e logorroica, so essere di poche parole solo quando scrivo haiku.

#29 Non ho un bel rapporto coi miei e quando proviamo a parlare, urliamo, non c'è dialogo.

#30 Se non fossi entrata a Medicina, avrei frequentato Astronomia a Bologna. Invece feci anche il test per Odontoiatria e per Ostetricia. Entrai anche lì, ma fu un'idea di mia madre per un ipotetico "rimpiazzo".

#31 Per me un uomo sempre bello, fuori e dentro è Giacomo Leopardi. Si tratta forse del mio primo e unico vero amore letterario.

#32 Sono molto emotiva e associo le canzoni ai miei ricordi. A tal proposito, sono quasi sei mesi che non ascolto i Breaking Benjamin e "Lost in you" dei Three Days Grace perché la seconda era la colonna sonora della mia prima e importante storia e i primi perché sono la band con la quale ho iniziato a conversare col mio ex e a instaurare un rapporto.

#33 Voglio farmi dei tatuaggi, ma non ho paura degli aghi, quanto più della sterilità degli stessi.

#34 Vado in trip potenti con brani e band. Ascolto le canzoni in loop e non mi ci stanco, e va a finire che grazie a esse ci scrivo su.

#35 Ho scritto delle canzoni solo ascoltando gli Animals As Leaders e i loro brani strumentali.

#36 Odio il gossip con tutta me stessa, in tutte le salse e in tutte le solfe.

#37 Sono molto violenta e alzo facilmente le mani se vengo provocata della grossa.

#38 Ho picchiato al liceo una ragazza e lo rifarei ancora e ancora. Diceva che io avevo dieci in italiano e latino perché andavo al letto col prof e non era vero.

#39 Sono una "calamita" per ragazzi dai sedici ai diciott'anni. Prendono delle cotte spaventose per me e finisce che si innamorano di me senza che io abbia fatto nulla per farli "cuocere".

#40 Sono affascinata dai ragazzi coi capelli lunghi.

Cento cose che nessuno sa di me. Parte uno di cinque.

In un momento di follia contagiosa, voglio fare anche io questo giochino forse stupido, forse noioso, ma assolutamente veritiero, per quanto mi riguarda.
Certo è che non sarà facile per me trovare cento affermazioni forse così poco note di me, ma ci provo.

#1 Sono nata con ventidue giorni di ritardo. Mi feci le ferie, come si suol dire ed ero sull'orlo di nascere, ma morta perché i valori nutritivi erano in calo e il parto non si induceva. Sono figlia della scienza e di coloro che hanno inventato il parto pilotato.

#2 Nacqui con gli occhi verdi, come quelli di mia madre, e avevo i capelli neri. Dopo nemmeno dodici ore, i miei occhi divennero nocciola con delle sfumature di verde, come quelli di mio padre. Mia madre, vedendomi la sera, chiese e pretese delle analisi perché "questa non è mia figlia". Ero l'unica bambina dell'ospedale nata in quel giorno, ma vabbè. Il gruppo sanguigno però coincideva. Le è stato spiegato che il colore degli occhi, a meno che non sia molto definito (azzurro, marrone scuro), nei bambini alla nascita è soggetto a variazione e col tempo sarei ritornata al mio colore di nascita. Così è stato. Dopo ventidue anni sono quasi tornata a riavere gli occhi verdi, come quando ero nata. Il pigmento castano si sta progressivamente riducendo; ora infatti è solo vicino alla pupilla.

#3 Avevo il complesso di invidia verso mia madre. A partire dai capelli. Li volevo biondi come i suoi e poi mi innervosivo spesso quando mi diceva che alla mia età (a partire dai quattordici anni) era piena di spasimanti. Non ci credevo, ma poi ho avuto la conferma da mio padre. E io mi facevo un sacco di complessi perché non piacevo a nessuno, mi reputavo tremendamente brutta. Sinceramente non ho mai capito cosa ci trovassero in lei, perché non è proprio il mio tipo di donna, esteticamente e caratterialmente. Oggi ho smesso con queste seghe mentali, e mi piaccio così come sono. Anche se sono alta un po' più di un Hobbit della Contea, va benissimo così.

#4 Sto diventando ramata, senza tinture o altro. E ne sono felice perché mio nonno aveva i capelli rossi. Si tratta di un'altra parte di lui che ci lega, oltre alle cose che mi ha insegnato.

#5 Ho vissuto la fase "innamorata dei musicisti", ma in modo del tutto innocente, nel senso che credevo nell'amore e che un giorno avrei sposato un musicista.
Da piccola si trattava del mio padrino, che ha una voce bellissima e mi ha insegnato a cantare, poi sono passata a Slash dei Guns N'Roses e a Oliver Sykes, il vocalist dei Bring Me The Horizon, di cui voglio dire una cosa: quando canta fa delle espressioni, come se facesse l'amore col canto; è... davvero bello.
Ancora oggi li trovo molto belli (il mio padrino in primis, lo adoro), ma non ho mai fatto come le fan di certi "artisti" di oggi che immaginano di sc*pare i loro "idoli" coi poster o di far loro certi "servizietti". No, fortunatamente non ero così. E non lo sono oggi.
Però posso dire che i musicisti esercitano su di me un fascino particolare, anche oggi, nella realtà, ma questa è un'altra storia.

#6 Odio i romanzi d'amore. Tutti i rosa, i romances, i chick-lit, quelli strappalacrime, pieni di struggimento e col lieto fine ovvio, banale e scontato. Idem per i film. Odio Titanic, Via col vento, e tutti gli altri. Al massimo mi concedo Bridget Jones perché è leggero e ironico a modo suo.
Se qualcuno mi invita o cerca di costringermi a vedere un film o leggere un libro che parla d'amore, lo sbrano.

#7 Penso che il numero sette sia il mio numero "fortunato", la somma della mia data di nascita dà proprio questa cifra. E poi io sono un'amante dei numeri dispari e delle figure legate a questo numero, a partire dai sette samurai.

#8 Non ricordo mai i numeri di telefono e ho ancora una rubrica cartacea.

#9 Ho iniziato a leggere spedita a un anno e a scrivere a un anno e mezzo. A tre anni ho iniziato a studiare a casa inglese e francese oltre all'italiano.

#10 Il mio padrino mi ha regalato la sua Gibson Les Paul, ma non so suonare, per mancanza di tempo non ho ancora iniziato ad applicarmi a suonare. E dire che lo vorrei così tanto.

#11 Amo da morire tradurre qualsiasi cosa mi capiti sotto tiro se è in una delle lingue che conosco. Mi piace vedere i film in lingua originale e aborro i sottotitoli. Infatti spesso vedo film o altro da sola, perché le persone vicine a me sono delle chiaviche nelle lingue.

#12 Da quando ho tredici anni ho in testa l'idea di fare il medico legale. E ancora oggi sono di questo avviso.

#13 Voglio studiare il greco antico (mi sento un'impedita conoscendo solo il latino) e il giapponese.

#14 Sono una fanatica dell'etimologia.

#15 Non credo di volere figli e infatti ho promesso a me stessa di dare i nomi che mi piacciono ai miei figli di carta, ovvero i miei personaggi, nel romanzo che voglio scrivere e pubblicare: Layla, Galadriel, Raffaele, Davide.

#16 Quando mi arrabbio bestemmio come non so cosa e in più lingue.

#17 Non conosco il mio dialetto (e le poche parole che so sono un fritto misto di più dialetti, la maggior parte delle parole me le invento) e quando cerco di parlare con i pazienti anziani in reparto non capisco quasi un ciufolo di quello che mi dicono.

#18 Se fosse per me starei sempre con la musica nelle orecchie e a cantare. Amo cantare con tutta me stessa.

#19 Mi piace cucinare, sono una buona forchetta, ma mangio molto poco.

#20 Sono ipocondriaca, ma ho saputo diagnosticarmi due "patologie", da sola, analizzandomi obiettivamente sintomi e segni.

sabato 30 novembre 2013

Go To Hell, For Heaven's Sake.

Questo mio post non vuole essere né provocatorio né dissacrante.
Sì, certo, come no.
Come tanta gente elogia il loro credo, io oggi voglio parlare del mio non credere.
Parto, come deformazione professionale ab ovo, ovvero dalla parola ateo come definizione (presa dal Vocabolario Treccani online):

àteo agg. e s. m. (f. -a) [dal lat. tardo atheus, atheos, gr. ἄϑεος, comp. di ἀ- priv. e ϑεός «dio»]. – Che, o chi, nega l’esistenza di Dio: dottrine a., affermazioni a., scetticismo a.; essere, dichiararsi a.; le concezioni, le posizioni dottrinali di un a., degli atei.

In pratica, in termini generici, io sarei una senza dio, nulla di più vero
Tempo fa, ovvero quando ero più giovane, mi professavo agnostica, cioè, leggendo la parola di partenza:

agnosticismo s. m. [dall’ingl. agnosticism (Th. H. Huxley, 1869), der. di agnostic: v. agnostico]. –

1. In filosofia, ogni teoria che limita la capacità conoscitiva del pensiero umano alla sfera ristretta dei fenomeni, pur non negando in modo assoluto la possibilità di conoscere il vero.

2. estens. Ostentata rinuncia ad approfondire la conoscenza di fatti, dottrine o altre realtà (nel campo religioso, politico, sociale, culturale, ecc.) nella loro vera essenza e nel loro preciso valore. 

Ne consegue che l'agnosticismo corrisponde a una voluta mancanza di presa di posizione, nel secondo significato.
Io penso di associare il significato uno di "agnosticismo" più l'aggettivo ateo: nego l'esistenza di un dio perché non lo vedo, non è tangibile, pur tuttavia non mi precludo di scoprire la realtà come un agnostico.
Nel caso in cui ci siano le prove di tale "ineffabile", allora e solo allora crederò.
Tutto questo preambolo perché?
Semplicemente perché io, la regina delle lamentele e degli smadonnamenti, sono stata attaccata in banca da una signora di mezza età che ha aspramente criticato il fatto che sono atea.
La dinamica è stata la seguente.
Dopo aver preso il biglietto col numero del mio turno, mi metto in fila (era abbastanza vicino il turno per far sì che restassi in piedi) e alla mia sinistra, in corrispondenza dell'altro sportello, ecco la tizia che parlava con un'altra donna (che non faceva altro che annuire) dell'aborto.
Questione spinosa, e se ne parla in banca, vabbè.
Dovete sapere che io, dovunque vada, sto sempre con le care cuffiette nelle orecchie, per ascoltare la musica e per non essere disturbata.
Il fatto che sia stata interpellata, con tutto che stavo ascoltando i miei adorati Bring Me The Horizon, non mi ha urtata, di più.
Per educazione, rispondo alla domanda "signorina, non trova anche lei che la vita è sacra e che l'aborto è un abominio agli occhi di Dio?".
La mia mente aveva contemplato la risposta "no, è lei l'abominio che mi rompe al momento i coglioni".
Ma sono stata zitta, però avrei dovuto esserlo in toto perché dire "ecco, ma veramente io sono atea".
Ha scatenato il putiferio.
Questa pazza a inveirmi (urlando proprio!) contro dicendo che è inconcepibile che una ragazzina non abbia fede, non creda in dio e via discorrendo. Mi dava dell'ignorante perché non credevo.
La mia reazione fu palese e scontata per chi mi conosce.
Cacciai un porcodio ad alta voce e iniziai a dare le mie motivazioni per cui non credo.
Darmi dell'ignorante, quando penso di avere una buona cultura anche religiosa e generale a carattere letterario, storico, filosofico, scientifico ecc, mi pare una bella presa per i fondelli; specie se lo dice un'emerita sconosciuta.
Viene da pensare e dire "ma da quale pulpito viene la predica?" e non solo.
Come sempre, il rispetto delle idee altrui è pura utopia.
E siccome oggi i link non vanno, diciamo che questo brano ci sta.
http://www.youtube.com/watch?v=C7cczTyQ4iY

sabato 16 novembre 2013

Chissà perché capitano tutte a me.

Come dice una delle frasi che più rispecchiano il mio pensiero, così oggi dico a voce alta: io non approvo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo.
Si tratta di una famosa frase di Voltaire (no, è un falso storico).
Ne parlo perché ieri mi è successa la cosa che più odio. Essere attaccata (in modo sibillino e stupido, come se io fossi cretina da non accorgermene) e con l'assurda pretesa che l'altro interlocutore abbia ragione.
Si suppone, quindi, sul mio blog, che posso scrivere quello che più mi aggrada, visto che pare non sia possibile dire la propria in altre sedi, come se dovessi stare sempre zitta e lasciare che parlino gli altri.
Mio nonno diceva che mi è stato dato un cervello (che pare funzioni) e una bocca per parlare con cognizione di causa e nessuno deve permettersi oppure osare privarmi della libertà di esprimere la mia idea. Questo ovviamente vale per tutti, perché va a finire che poi divento Fenice Oscura.
Su questa (carina) pagina Facebook https://www.facebook.com/LifeIsABooks?ref=ts&fref=ts ci si scambia pareri, commenti e consigli sui libri, e il post specifico è questo:

"La nostra lettrice Fiore Pietracito ha acquistato "Il richiamo del cuculo" e "Dopo la pioggia" di Charles Martin e vorrebbe sapere se qualcuno di voi li ha già letti!
Aiutatela!
Ps: NO SPOILER su Il richiamo del cuculo!".


Orbene, ormai è noto che l'autrice de "Il richiamo del cuculo" è la Rowling, autrice della saga di Harry Potter e de "Il seggio vacante".
Si tratta di un giallo, ma a me non è piaciuto. Come non mi è piaciuta la saga del mago occhialuto e l'altro libro.
Che posso farci? Non posso mica dire che mi è piaciuto un libro se non è vero. Trovo che la Rowling non sia questo granché di scrittrice, a livello di stile e contenuti. Non è un mistero che a me Harry Potter non sia mai piaciuto e non nascondo che per me lei non è la regina del fantasy, no, non lo è. Secondo me ci sono autori più eccellenti di lei, in tutti i sensi.
Sono per caso Sgarbi? No, ma si dà il caso che io sia una ragazza che abbia letto tanti libri e tanti generi; la mia idea non è assolutamente fatta per prevaricare, ma pretendo che io possa dirla in libertà senza essere attaccata. Mi sembra giusto, credo.
E invece, ieri, un tizio, con un commento condito da tanti punti interrogativi ed esclamativi (in stile bimbominkioso) e una faccina (questa -.- che secondo lui intende dire sbigottimento) inizia a dire "ma come fai a dire che la Rowling sia una costante delusione?". E ha continuato con l'assurda pretesa di aver ragione, come se io tacessi. Sì, proprio io.
La risposta è una: semplice, leggendo. Non mi piace e lo dico, non urlo al genio a destra e manca.
Che poi, se non si scopriva che era lei con uno pseudonimo, questo romanzo sarebbe stata la prova di esordio (per me pari a una sciacquatura di piatti) di un autore emergente che avrebbe lasciato il tempo che ha trovato. L'incremento di vendite è aumentato dopo aver scoperto il trucco. I fan possono leggere ciò che vogliono, per carità, ma non devono pretendere che tutti osannino questa scrittrice se agli altri non piace.
Per dire, a me non piace Jane Austen, ma che ci posso fare? Devo dire "sì, è meravigliosa" per il beneplacito del popolo? Ma nemmeno morta.
La gente così è allo stesso livello delle fan sfegatate dei gruppi musicali che farebbero follie per gli artisti. Degli autentici fanatici.
Va bene essere fan e ammirare aritsti vari, lo faccio anche io, ma arrivare all'idolatria proprio no, eh!
Si arriva a essere come le famose directioners ed elementi correlati che sì, sono delle disagiate mentali perché non si può dire "amo i miei idoli", perché non erigi loro un tempio e metti le candele per venerarli, quando poi baci i poster o pensi di far altro coi poster. Lì si esagera, per me si è da ricovero.
A tal proposito, voglio parlare degli idoli, così mi sfogo per bene.
Prendo la definizione del Vocabolario Treccani online.

ìdolo s. m. [dal gr. εἴδωλον (si legge eídōlon) «simulacro» poi «idolo», der. di εἶδος (si legge êidos) «aspetto, figura»; lat. idōlum]. –

1. a. Ogni oggetto, o immagine di oggetto, che sia adorato e venerato in quanto ritenuto una divinità o simbolo di una divinità: il culto degli i.; adorare gli i.; sacrificare a un i.; abbattimento, distruzione degli idoli.

b. In archeologia, lo stesso che idoletto.

2. estens. Persona o cosa (anche astratta) amata o venerata come un idolo, o comunque posta su un piano superiore all’umano: Facil ti fu ingannare una donzella Di cui tu signore eri, i. e nume (Ariosto); Non far i. un nome Vano, senza soggetto (Petrarca); essere l’i. delle folle, dei proprî seguaci; il denaro è l’i. degli avari; abbattere, distruggere, infrangere un i., dimostrare la vanità, l’inconsistenza di cosa che nell’opinione comune sia divenuta un mito, una realtà indiscussa: il divin Galileo, che primo infranse L’i. antico (Mascheroni), cioè l’autorità di Aristotele e la teoria geocentrica.

3. letter. e ant. In senso etimologico, immagine, rappresentazione in genere di un oggetto agli occhi o alla mente: Pensa, lettor, s’io mi maravigliava, Quando vedea la cosa in sé star queta, E ne l’i. suo si trasmutava (Dante: è il grifone che, pur restando immobile e invariato in sé, assume figura e atteggiamenti diversi negli occhi di Beatrice in cui si specchia). I. fantastico, immagine, fantasma, mito, illusione creati e accarezzati dalla fantasia.

4. Nella forma latina, idòla (neutro plur.), il termine fu usato dal filosofo F. Bacone (1561-1626) per designare le illusioni o i fantasmi (propriamente i pregiudizî) della mente, che falsano l’esperienza e il concetto della natura. ◆ Dim. idolétto, con sign. partic. (v.), idolino.

Le accezioni in cui questi fanatici annoverano gli oggetti del loro "culto" sono la uno, la due e la tre.
La quarta è per me quella che mi ha formata nel mio modo di pensare.
Il filosofo Bacone, nella pars destuens del suo metodo di conoscenza dei fenomeni (che ha delle falle e dei limiti, ma è rivoluzionario a mio dire), parlava degli idòla che nello specifico (li prendo da Wikipedia, purtroppo se mi mettessi a parlarne io sarei più arzigogolata e logorroica) sono:


* Gli Idola Tribus, sono i pregiudizi della "tribù" (inteso come società), radicati nella mente di tutta la specie, li possiede ogni uomo. Il più noto degli "Idola Tribus" è quello della fallibilità dei sensi: l'uomo dà troppa importanza all'esperienza sensibile, ed è convinto che questa non possa ingannarlo. Un altro noto "Idola Tribus" è la tendenza nel vedere un principio d'ordine, ossia di voler vedere un finalismo nella natura, "La natura non ha fini, solo l'uomo ne ha."
* Gli Idola Specus ossia "della caverna" (con un fortissimo richiamo a Platone e al suo "Mito della caverna" ma in tono negativo), qui per Bacone la caverna, è la mente di ciascuno di noi, questi infatti sono pregiudizi che appartengono al nostro inconscio, propri di ciascun individuo, dipendenti dalla sua educazione, dal suo stato sociale, dalle sue abitudini e dal caso. Tutti siamo portati a proiettare negli altri noi stessi, e forzare la realtà in una direzione.
* Gli Idola Fori ossia "della piazza", dovuti al linguaggio e alla sua fallacità, ai suoi equivoci; molte parole non hanno significato, non corrispondono a nulla di reale (quasi tutte quelle usate dai filosofi), altre ne hanno molteplici, corrispondono a molte cose.
* Gli Idola Theatri, pregiudizi che derivano dalle dottrine filosofiche del passato (paragonate a mondi fittizi o a scene teatrali), simbolo della forte critica che Bacone fa alle differenti scuole filosofiche assimilandole a favole o sceneggiate.

Ovviamente, facendo un pancotto dei quattro tipi di idòla, si trova il perfetto esempio di ignorante, bigotto e tarato. L'averci a che fare poi è un'impresa almeno per me.
Detto ciò, ammetto che mi prudono ancora le mani, ma non riesco ancora a credere che predicando tanto la libertà, poi, gli idioti rivelino sempre che si sta regredendo. 

sabato 12 ottobre 2013

Reminiscenze e consapevolezze

Questa notte ho sognato il mio primo giorno di università.
Lo ricordo proprio come se fosse ieri, è il caso di dirlo.
Arrivai tardi perché nessuno mi aveva detto dove fosse l'aula (nemmeno il bidello che ora vorrebbe sbaciucchiarmi ogni volta che mi vede, ma sa che se si azzarda muore), ma alla fine trovai la porta giusta.
Sì, non era scritto da nessuna parte: "Medicina I anno", questo sarebbe stato un miracolo.
Dopo essermi scusata per il ritardo, il docente di storia della medicina mi fa accomodare (non avevano ancora iniziato) e chiede ad ognuno di noi il perché volessimo intraprendere questa strada che ci porterà (così si dice) a fare il medico.
Non potrò mai dimenticare le parole del ragazzo prima di me: "fare il medico comporta un buon salario, prestigio e riconoscimento sociale". Disse proprio così e la mia faccia si tramutò in una maschera di schifo perenne, in quanto non so camuffare le emozioni e non me ne vergogno.
Quando poi il docente lo chiese a me, fu spontaneo per la sottoscritta parlare in modo caustico e velenoso, perché non mi sono mai trattenuta nel dire qualcosa, passando per un'acidona mestruata che non dà la pratica di anatomia da tempi immemori.
Dissi semplicemente così: "non ho degli ideali alti come chi ha parlato prima di me, ma avevo giurato a me stessa che non avrei mai più perso le persone che amo per via di una malattia". Ricordo bene il sorriso che mi rivolse il docente, per poi rispondere a quel ragazzo dicendogli che se è per questo che vuole fare il medico, allora continua a credere in questi falsi valori.
Me ne sono ricordata per il semplice motivo che, col passare del tempo, ho maturato dei motivi particolari per i quali voglio fare medicina legale (anche se ora sto valutando anche malattie infettive e ginecologia). E non è quello in cui dico scherzando: "è perché voglio scrivere legal thriller", questa è un'altra faccenda.
Sì, è vero, si ha a che fare spesso con i morti, ma un medico legale è anche un medico delle assicurazioni. Quanti falsi invalidi ci sono in Italia? Checco Zalone in "Cado dalle nubi" dice che ha un cugino (o zio) che con la pensione d'invalidità ne approfittava per girare il mondo, ma non era invalido.
In un film che si dice comico, io ci vedo degli spunti di riflessione (ecco perché dico io che è umoristico) per i quali provo ribrezzo per una società che non cambia mai, anzi, peggiora.
Mi piacerebbe molto essere severa e attenta nei controlli che un giorno (si spera) farò alle persone che chiederanno l'invalidità. Perché ci sono persone che meritano (oddio, non è colpa loro se hanno subito lesioni permanenti o cali di salute progressivi che li portano all'invalidità) un risarcimento per il loro benessere bio-psico-sociale non più ottimale, mentre poi, che so, Striscia la Notizia, fa vedere un sacco di casi di falsi invalidi.
Lo farei già per questo.
Ma non è solo questo il motivo, mi sono resa conto anche di altre cose che non coincidono col mio carattere bellicoso e fiero, mentre un medico deve essere umile e composto.
Per carità, non sono una superba a livelli eccezionali, ma sono rancorosa e vendicativa.
Il Giuramento d'Ippocrate afferma che non bisogna fare distinzioni di sesso, etnia, vita del paziente e che bisogna curare tutti indistintamente, ma se io mi trovassi davanti una persona che mi ha fatto del male (e parecchio male, e qui potrei fare nomi e cognomi), io sarei capace di muovermi a compassione e di aiutare questa gente?
Il mio animo segna a caratteri cubitali il no.
Brutto da dire, ma è così. Probabilmente sono una pessima persona, ma fin quando non violo le leggi morali dentro di me, non temo i giudizi degli altri. Io temo solo me stessa. E la Fenice Oscura che ho.
Coi morti non ci si pone il problema.
Questi non parlano, non mentono sui sintomi che hanno (non bisogna dare sempre la colpa al medico se la diagnosi è sbagliata, spesso i pazienti mentono o tacciono volutamente cose che sono importanti, ma per paura di scoprire che hanno chissà quale malattia "occultano tutto". E non è una gran bella cosa) e per me, che sono una persona che non sa rapportarsi facilmente con la gente perché sono scorbutica con chi a priori e a posteriori non mi ispira fiducia, anche se nel novantotto per cento dei casi ho ragione.
Con essi, poi, occorre maggior rispetto nel caso si chieda un'autopsia, un uomo non è un pezzo di carne, ma qualcuno a cui forse è stata negata la giustizia.
Mi ricordo che vidi la mia prima autopsia ed era di una ragazza violentata, uccisa e violentata post-mortem. Maroriata non una volta, due. Ora, ditemi voi, se avessi l'occasione di aiutare la legge per incastrare questo bastardo non lo farei? Se potessi lo ucciderei con le mie mani, figuratevi!
Non faccio di tutta l'erba un fascio, però quanti casi irrisolti (i famosi cold cases) ci sono? Tanti. E quante sono le persone che vorrebbero riabbracciare chi hanno perso e si "accontenterebbero" di vedere che giustizia è fatta? Tante.
E io? Io... vorrei aiutarle. Penso di aver trovato il mio cammino personale di essere un medico senza però rinunciare al mio carattere e al mio modo di fare.
Non sono una di quelle persone che si annullerebbero per gli altri, o meglio, ho imparato a non esserlo più.
Ora però, occorre che io mi dia da fare affinché l'anno prossimo possa trasferirmi in un'università migliore. Sento di meritarmelo, in fin dei conti.